Un rigore che pesa: la Juve rallenta tra dubbi e proteste.
La Juventus esce dalla sfida contro la Lazio con un pugno di mosche, produce gioco, costruisce occasioni, ma sotto porta si conferma poco concreta. Detto questo, sarebbe riduttivo soffermarsi ai soli demeriti bianconeri, lasciando da parte l’ennesima direzione arbitrale orribile di Marco Guida. Il fischietto della sezione di Torre Annunziata, classe 1981, ha offerto una prestazione che ha lasciato più di una perplessità, apparendo ancora una volta poco sicuro nella gestione di episodi chiave in una gara di cartello di Serie A. Tra cartellini non estratti e falli non ravvisati, l’episodio che pesa maggiormente è il rigore non concesso per il contatto tra Gila e Cabal. L’azione è chiara: il difensore bianconero, dopo una serpentina in area e lo scarico del pallone, viene travolto da un intervento maldestro del centrale biancoceleste. Guida, a pochi metri dall’azione, lascia proseguire l’azione da cui nasce il gol di Koopmeiners, successivamente annullato per fuorigioco di Thuram. Un episodio che ha acceso le proteste non solo dei tifosi juventini, ma anche degli addetti ai lavori: lo stesso Luca Marelli, in diretta televisiva, ha evidenziato come la decisione di non assegnare il rigore fosse quantomeno discutibile. Si tratta di un errore che, al di là delle interpretazioni, rischia di avere un peso specifico sulla classifica. La Juventus si vede sottrarre altri punti preziosi, vede l’Inter allungare e si ritrova con Roma e Como alle spalle, pronte ad approfittarne. In un campionato così equilibrato, ogni episodio può fare la differenza. La sensazione è che, dopo un’ ulteriore direzione insufficiente in una partita di tale importanza, una riflessione sull’ operato dell’ arbitro Guida sarebbe opportuna, ma se a fronte di episodi così gravi arrivano complimenti da parte dei vertici arbitrali, è lecito domandarsi quale sia il metro di valutazione adottato.
Pietro Malacrinò
GUIDA SEMPRE LUI