KOLO MUANI, LA JUVE IERI HA MESSO UNA BASE. E ORA…

Il nome di Kolo Muani accostato alla Juventus ha una base concreta e proviamo a spiegare perché. Ieri pomeriggio vi abbiamo svelato in esclusiva i contatti tra l’entourage del calciatore (un intermediario non italiano) e il club bianconero. Nei giorni precedenti Kolo Muani era già stato accostato alla Juve, ma soprattutto come esercizio da “pilota automatico”, alla ricerca di specialisti offensivi in giro per l’Europa con margini di manovra in questa sessione di calciomercato entrata nell’ultima settimana. Ieri, però, la Juve ha avuto contatti costanti con il noto intermediario e ha comunicato di essere fortemente interessata. Il primo passaggio andrà fatto con il Tottenham, difficilmente prima di domani, visto che gli Spurs giocheranno a Francoforte una partita di Champions di fondamentale importanza per entrare nelle prime otto. Il Tottenham non ha chiuso alla partenza, ma è chiaro che dovrebbe prima inserire un altro specialista offensivo (piace Mateta, corteggiato dal Nottingham Forest), la tempistica sarà decisiva. Il francese gioca e non gioca al Tottenham, non c’è apertura ma neanche una vera chiusura da parte degli Spurs, anche perché si tratta di un prestito. Il proprietario del cartellino resta il PSG, rimasto scottato dall’esperienza della scorsa estate quando per un paio di mesi Comolli è andato avanti forte del sì di Kolo per chiudere alle sue condizioni e con la sua tempistica, ma negli ultimi giorni di agosto non è andato oltre un budget da 40-45 milioni. Il PSG disse no e preferì prestarlo al Tottenham, così Comolli utilizzò quel budget per prendere Openda. Saltato il primo paletto Tottenham, occhio a non correre troppo: la partita vera si giocherà con il PSG. La Juventus chiederà un prestito con lo stesso diritto di riscatto, ma deve mettere in preventivo, considerati i precedenti, un irrigidimento del club proprietario del cartellino. E a quel punto la Juve si troverà davanti a un bivio: derogare rispetto alla decisione di non fare operazioni con obbligo e procedere. Come? Con un prestito oneroso che preveda un obbligo in caso di Champions, per una cifra persino superiore a quella programmata la scorsa estate. Saltati i due paletti, l’apertura del Tottenham alla risoluzione del prestito e quella del PSG al dialogo, non ci sarebbero altre strade. Domanda: perché non farlo per Mateta? Intanto Kolo Muani è più giovane di un anno e mezzo, conosce l’ambiente bianconero e ci sarebbe tornato di corsa già la scorsa estate, al punto da aver vissuto l’epilogo come una sorta di “tradimento”. L’obbligo peserebbe, ma non graverebbe su questo bilancio e Spalletti sarebbe l’allenatore più felice del mondo. La partita è aperta, serve molta prudenza, oltre che pazienza, perché se salta un tassello viene giù l’intera impalcatura. Ma la Juventus si è mossa e conta di riprovarci, il resto dipenderà da molte cose.

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