SPALLETTI TRACCIA LA ROTTA: LA JUVE IN CAMPO CON AMBIZIONE E FOCUS VERSO IL FINALE DI STAGIONE

Luciano Spalletti guarda sempre e soltanto i migliori, trasferendo alla squadra una ferocia ambiziosa che oggi la Juve percepisce come possibile. Pochi istanti prima della partita contro la Cremonese, il tecnico era chiaro: “Ci siamo guadagnati questa bicicletta, adesso dobbiamo pedalare forte”. E la squadra gli ha risposto sul campo: nulla, nemmeno il rigore revocato ai grigiorossi, ha potuto cambiare l’inerzia di una Juve che oggi vive un momento di fiducia totale. La consapevolezza nasce dal modo di stare in campo: Locatelli e compagni hanno trovato certezze nel gioco, partita dopo partita, in una mentalità che Spalletti ha faticosamente inculcato. Per lui, chi ha qualità sa trovare le soluzioni per vincere. Dal primo giorno alla Continassa, il tecnico ha alzato l’asticella: “Speriamo di rientrare nel giro scudetto”. Qualcuno lo aveva guardato storto a fine ottobre, quando l’obiettivo principale era aggrapparsi al treno Champions League. Oggi, invece, il quarto posto non basta più. Ma Spalletti sa che il processo di maturazione della squadra non è completo. Inter e Napoli restano il metro di paragone. Dopo il 5-0 contro la Cremonese, ha dichiarato: “Ho guardato bene la partita di San Siro, sono due squadre che mi piacciono, hanno giocato a un livello top, sempre a viso aperto. Hanno due allenatori bravi. Noi dobbiamo crescere per essere a quel livello, fare degli step, e velocemente. Vedo grande disponibilità e impegno, e c’è la possibilità di raccattare qualcosa”. La Juventus osserva, impara e si ispira. Spalletti ha già mostrato spezzoni di Inter-Napoli, prendendo il meglio da entrambe: la padronanza del gioco dei nerazzurri e l’efficacia offensiva degli azzurri. Chivu ispira la proposta di calcio, Conte l’abilità di risolvere situazioni complesse nonostante le assenze. Gennaio e febbraio saranno mesi chiave: il ritorno contro il Napoli all’Allianz Stadium il 25 gennaio e la sfida contro l’Inter a San Valentino possono diventare prove scudetto. Spalletti si è rintanato alla Continassa, trasformando il centro sportivo in un laboratorio tattico. Non c’è spazio per distrazioni: la squadra è concentrata, anche chi gioca meno, come Joao Mario, Adzic o Gatti, vuole restare e farsi trovare pronto. In 70 giorni, Spalletti ha messo mano al DNA della Juve. La fatica, anche in salita, non pesa perché il gruppo ha trovato un senso comune e una prospettiva vincente: nel gioco più che nei punti, la Juventus ha imboccato la strada giusta per guardare al futuro con ambizione.

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