COME SPALLETTI STA PLASMANDO LA JUVENTUS
Facciamo un passo indietro: era il 1° novembre 2025 quando Luciano Spalletti, appena nominato allenatore della Juventus, si sedette per la prima volta in panchina dopo l’esonero di Igor Tudor e la breve parentesi di Massimo Brambilla. Sul terreno dello Stadio Gianfranco Zini di Cremona, la squadra bianconera era alla ricerca di risposte concrete: la Juventus aveva davvero toccato il fondo negli ultimi anni, tra la gestione Allegri e la stagione complicata con Motta e Tudor? Spalletti aveva il compito di rispondere in fretta… e, a distanza di poco più di due mesi, si può dire che la missione sia riuscita. Le prime settimane di lavoro non sono state facili. Spalletti ha intrapreso una vera e propria “rivoluzione silenziosa”: ha rispettato il lavoro dei predecessori, entrando in punta di piedi, e ha lavorato prima sulla testa dei giocatori e poi sulle gambe. Ci sono stati inevitabili passi falsi — i pareggi con Torino e Fiorentina e il pesante KO esterno contro il Napoli — ma già da lì il seme della rinascita era stato piantato. Dalla sconfitta di Napoli, la Juventus è cresciuta costantemente, inanellando sei vittorie in sette partite tra campionato e Champions League. Le ultime, contro Sassuolo e Cremonese, hanno confermato una ritrovata brillantezza offensiva e una solidità tattica sorprendente. Anche il pareggio con il Lecce, se letto con occhi critici, non ha tolto valore alla prestazione: un episodio di sfortuna e un eccesso di sicurezza, che Spalletti ha già provveduto a correggere. Il 5-0 alla Cremonese non è stato un semplice risultato: è il simbolo di un lavoro tattico preciso e della rinascita della squadra. La Juventus oggi pressa alto, fa girare la palla, crea un numero impressionante di occasioni e dimostra una fluidità nei movimenti che mancava da anni. Lo schema scelto da Spalletti, il 4-2-3-1, è stato introdotto gradualmente per non disorientare i giocatori, ma ha già prodotto effetti evidenti. La coppia Locatelli-Thuram in mediana ha ritrovato brillantezza e filtro, mentre le costanti sbandate difensive del passato sono ormai un lontano ricordo. La Juventus ha ritrovato convinzioni e identità, ma ora è attesa alla prova del nove: la trasferta di sabato contro il Cagliari potrà dire quanto la squadra possa ambire in alto. Certo, la rincorsa alla vetta resta complicata, ma dopo mesi di mediocrità, questa Juventus ha finalmente riacquistato credibilità, incisività e capacità di fare paura.
