PLUSVALENZE: QUANDO LA PROCURA VEDE SOLO BIANCONERO
Siamo alle solite: le plusvalenze, clamorose, dell’Inter, del Napoli, (con giocatori che ora fanno i pizzaioli ma che sono serviti a comprare Osimhen), della Roma, che vengono derubricate a livello di “ragazzate” da parte della giustizia sportiva mentre quando c’è di mezzo la Juve, diventa nuovamente un comportamento illecito da sanzionare.
Ma non colpiscono solo la Juventus, e penso sia questo il senso del procedimento contro l’Udinese per la plusvalenza presunta fittizia relativamente all’acquisto di Mandragola… dalla Juventus!
Eh già, perché valutare 20 milioni un, allora, giovane, destinato comunque a diventare protagonista del calcio italiano a Udine e poi a Firenze, è chiaramente un’operazione truffaldina.
E quindi, deferimento per un’operazione del 2018, mentre ancora aspettiamo che si sappia qualcosa relativamente al Napoli, il cui presidente è rinviato a giudizio, ma per la Procura Federale non è accaduto nulla.
Il caso Mandragora è l’ennesima dimostrazione di come funzioni la giustizia sportiva in Italia.
Il problema non sono le plusvalenze.
Il problema è chi viene perseguito e chi no.
Per questo ho sorriso amaramente quando, la settimana scorsa, milioni di juventini hanno esultato per la sentenza della CGUE (che ancora non è una sentenza), nella convinzione che, finalmente, questo sistema corrotto e marcio sarà spazzato via.
Non accadrà, il Sistema, in Italia, si adatterà alle nuove norme e troverà un nuovo modo per farcela pagare.
Il tutto, come sempre, con il silenzio-assenso da parte di quella stessa proprietà che voi continuate a venerare perché mette i soldi e perché “è sempre stato così”. Emiliano Faziosi
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