Luciano Spalletti, tecnico della Juventus ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match in trasferta con il Bologna.
Queste le sue parole: “Felici della passione e del sostegno della famiglia Elkann, sta a noi rendere grande il club. Il ritorno di Bremer non vogliamo forzarlo. Italiano è uno degli allenatori più forti, e l’ho detto a tutti, non solo al presidente De Laurentiis, di prenderlo. Ho sentito Elkann ieri, ogni tanto mi manda i suoi pensieri, e sono cose che fanno piacere. Oggi ha parlato di futuro e dobbiamo avere in mente quel pensiero lì. Quando fai parte della Juve, devi pensare al massimo che si può realizzare e stare alla tavola rotonda. Non mi convincerete a pensare che i limiti non si possano superare, perché ho accettato di venire convinto che si possano superare. Il mio lavoro è sempre stato complicato, alcune volte ho creduto di non farcela, ma ho continuato perché un allenatore deve essere convinto di poter migliorare la squadra. Da Italiano possiamo imparare tanto, è uno dei più forti che abbiamo. Per me, un allenatore deve essere sempre pronto a migliorare, proprio come lui. Per evitare di soffrire nei primi tempi, bisogna essere pronti a giocare per tutti i 90 minuti. La partita è divisa in due aspetti: il comportamento collettivo della squadra e la condizione individuale dei giocatori. Se qualche giocata o lettura individuale mette in difficoltà la squadra, diventa difficile parlare solo di tattica. Non si può parlare di esercitazioni se non si è pronti a fare ciò che è necessario senza limiti né presunzione. La personalità è fondamentale nel calcio. Una volta chi rischiava la giocata aveva personalità, oggi la personalità deve essere nell’accettare la partita a tutto campo, nell’indirizzare il gioco nei spazi che vuoi, indipendentemente dal gesto tecnico. Anche la partita va riempita con tutti gli aspetti del calcio moderno. Dobbiamo migliorare nella continuità dei duelli, nell’attaccare lo spazio, nel giocare a campo aperto. Atalanta, Roma, Bologna, ora giocano tutte così. Per fare una partita da campioni, non basta una giocata, devi stare dentro il cuore della squadra per tutti i 90 minuti. Non è più sufficiente fare una giocata brillante, perché gli altri ti puniscono se non difendi. Contro il Bologna bisogna fare i complimenti: a chi li allena, a chi li ha costruiti. Hanno grandi qualità e sanno dove vogliono andare. Quando giocano, decidono le regole della partita. Ti costringono a duelli costanti e ti chiudono negli spazi che vogliono loro. Se non siamo pronti, sarà una partita complicata. Per fare una buona partita, bisogna abbattere questi recinti e non fare solo uomo contro uomo, ma “uomo oltre uomo”. Se non lo fai, la loro marcatura ti condizionerà tutta la partita. Conceiçao è un giocatore con un grande spunto, ma deve essere più decisivo, fare più gol e diventare più determinato in fase offensiva. Deve migliorare anche nei contrasti e nei duelli difensivi, ma stiamo vedendo anche belle corse all’indietro per aiutare la squadra, quindi siamo sulla strada giusta. Per quanto riguarda Bremer e Rugani, Rugani è già utilizzabile, anche se in modo ridotto, mentre Bremer ha bisogno di più tempo a causa della delicatezza del suo infortunio. Per quanto riguarda il cambiamento di modulo, il calcio è cambiato: non vinci più occupando posizioni fisse, ma decidendo gli spazi dove portare la partita. Il 4-3-3 o 4-2-3-1 è solo un punto di partenza, poi la partita ti porta ad adottare altri moduli. Non è più un calcio di schemi rigidi, ma di adattamento. Anche se sono arrivato da poco, fa piacere sentire la forza e la passione di John Elkann e della famiglia per questo club. Sta a noi dare sostanza a questa passione, onorando il passato e costruendo un futuro dello stesso livello, o anche migliore, come ci ha detto Elkann quando è venuto a trovarci.”