La Juventus trattiene il fiato. L’infortunio di Dusan Vlahovic, uscito dolorante nella sfida contro il Cagliari, si sta rivelando più serio del previsto. A confermarlo è stato lo stesso Spalletti nel post partita, con parole che hanno gelato l’ambiente bianconero: «Si è stirato, ne avrà per un bel po’ di tempo». Un messaggio chiaro, quasi rassegnato, che lascia intuire un’assenza lunga e pesante. In queste ore Vlahovic è sotto esame al J|medical, dove lo staff sanitario sta valutando l’entità della lesione all’adduttore sinistro. La prima diagnosi non lascia spazio a grandi ottimismi: difficilmente l’attaccante tornerà in campo prima di 5-6 settimane. E c’è chi teme che lo stop possa prolungarsi anche oltre. Il problema è sorto nel momento di massimo carico del muscolo, durante un tiro in porta. Già negli ultimi giorni il serbo non era al top e Spalletti lo aveva gestito, lasciandolo fuori a Bodo e monitorando da vicino le sue condizioni. Poi, contro il Cagliari, il crack. Con Vlahovic fermo ai box, si apre una fase delicata per l’attacco bianconero. Openda aveva dato segnali incoraggianti in Champions League, trovando il suo primo gol in maglia Juve, ma contro il Cagliari è apparso nuovamente timido e poco incisivo. David, entrato per sostituire il serbo, non ha cambiato l’inerzia del match: molte imprecisioni, poca cattiveria sotto porta. Ora entrambi devono fare un salto di qualità. Non solo per necessità, ma perché la Juventus non può permettersi di perdere peso offensivo in un calendario che si farà via via più impegnativo. Spalletti dovrà reinventare il reparto. Una delle ipotesi è quella di affiancare David e Openda, con Yildiz a galleggiare tra le linee alle loro spalle, ruolo in cui il tecnico vede il turco particolarmente a suo agio. Se invece dovesse voler mantenere un assetto più simile a quello visto con Vlahovic, la scelta potrebbe ricadere su Openda come riferimento centrale: più verticale, più istintivo, più portato ad attaccare la porta rispetto a David, che ama partecipare alla costruzione. E poi c’è la tentazione che Spalletti non esclude mai: Yildiz falso nove. Il classe 2005 ha interpretato quel ruolo fino alla Primavera e ha una naturale fame di gol. Il tecnico lo sa, lo apprezza e potrebbe rilanciarlo proprio in quella posizione in un momento così complicato.
Autore: Antonio Scaduto