FURTO INTER ALL’OLIMPICO ARBITRAGGIO SCANDALOSO

All’Olimpico è andata in scena l’ennesima rappresentazione del calcio italiano contemporaneo: Inter in campo, arbitro distratto, VAR dormiente e la Roma che ci prova, ma deve lottare contro 11 in campo… e un paio in giacchetta nera.

 

Alla fine, 0-1 per l’Inter. Ma guai a pensare che sia tutto merito di Bonny, o di una gran giocata. No, il vero MVP resta sempre lo stesso: l’invisibile “sesto uomo” che da anni accompagna l’Inter nei momenti complicati.

 

Capitolo 1: L’arbitro (esperto, ma non troppo imparziale)

 

Davide Massa, 41 anni, banca di giorno, arbitro internazionale la sera, esperto di Serie A dal 2011. Uno che ne ha viste tante.

Peccato che quando c’è di mezzo l’Inter, le vede sempre un po’ meno. O le vede solo da una parte.

 

I numeri lo raccontano meglio di mille parole:

 

Con l’Inter: 30 gare arbitrate, 20 vinte.

 

Con la Roma: 31 gare, solo 10 vittorie.

 

 

Ma certo, sarà solo una coincidenza.

 

MOVIOLA – Episodio 1: il fuorigioco al millimetro (ma giusto per loro è regolare)

 

Minuto 6: Barella lancia Bonny, che scatta sul filo del fuorigioco come se avesse un laser GPS installato nelle scarpe. La Roma protesta, il VAR si prende i suoi bei 4-5 minuti di riflessione esistenziale, poi spunta un’animazione 3D stile PlayStation 2: “tutto regolare, è Celik che tiene in gioco”.

 

Ah, se solo ci fosse stata un’inquadratura decente. Ma si sa, le immagini del fuorigioco semiautomatico appaiono sempre a sorpresa, tipo Pokémon rari.

 

Episodio 2: Bastoni spinge Celik in area

 

30° minuto: Bastoni, forse reduce da una sessione di crossfit, spinge Celik con due mani e lo butta giù in area. Anche il ginocchio si fa notare. Tutti si aspettano il rigore, tranne uno: l’arbitro, troppo occupato a lucidare il fischietto.

 

Episodio 3: Acerbi al Teatro dell’Opera

 

32’: Celik sfiora Acerbi con un buffetto da nonna affettuosa. Acerbi crolla a terra come se gli fosse caduto addosso un armadio IKEA.

Nessun provvedimento per la simulazione. A questo punto mancava solo il premio Oscar.

Per i primi 70 minuti, Massa deve essersi dimenticato di avere i cartellini. O forse li aveva prestati a qualcuno.

 

Dumfries stende Mancini due volte? “Ma no, lasciamolo giocare…”

 

Ndicka già ammonito che entra in ritardo su Lautaro? “Eh, non si può rovinare la partita con un secondo giallo, dai…”

 

 

Poi, improvvisamente, al 70’: boom! Parte la sagra del cartellino. Ammoniti Ziokowski, Hermoso, Mkhitaryan, Sucic, Baldanzi.

Tutti in pochi minuti, come se Massa si fosse accorto di dover timbrare la tessera fedeltà.

Le perle di Marelli: quando la moviola serve a calmare gli animi

 

Il moviolista di DAZN, Luca Marelli, ci prova a mettere una pezza:

 

“Lautaro? Fallo tattico, ci sta il giallo.”

 

“Celik-Acerbi? Comportamento borderline, ma giusto così.”

 

“Dumfries? Eh, lì il giallo ci stava…”

 

 

Insomma, ci stava tutto… ma non è stato fatto. Ma va tutto bene, no?

Morale della favola

 

Roma-Inter si chiude 0-1. Eppure non si può non avere la sensazione di aver visto l’ennesimo capitolo del “Manuale degli Aiutini 2025 – Speciale Inter”.

 

Per carità, il pallone è rotondo, e l’Inter ha qualità. Ma quando a ogni episodio dubbio si gira sempre dalla stessa parte, diventa difficile parlare solo di episodi.

 

 

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