JUVENTUS-ATALANTA LE IPOTESI DI FORMAZIONE

Bussare alla porta più nobile del campionato e farlo con un bel po’ di fantasia. La missione di Igor Tudor è servita: andare oltre l’Atalanta, questo pomeriggio, per accreditarsi a una stagione diversa da quelle vissute negli ultimi tempi. La nuova Juve ha frenato a Verona dopo un tre su tre che ha avuto l’effetto, immediato, di alzare l’asticella delle ambizioni: dentro ai tre successi c’è anche il peso dello scalpo nerazzurro nel 4-3 tra i più pirotecnici mai visti. E, allora? La fantasia come punto di ripartenza: Yildiz più Adzic e Openda, potrebbe essere la versione iniziale dei bianconeri, Yildiz più Adzic e Openda, ma anche Zhegrova e Conceiçao quando la fatica o la necessità lo richiederanno. La nuova Juve deve riaccendersi e capovolgere numeri alla rovescia: i ragazzi di Igor creano come una formazione di metà classifica e subiscono una media di dodici tiri a partita. Troppo poco e troppo poco equilibrio accompagna un inizio del cammino dove la ricerca della felicità è un obiettivo non semplice da toccare.

 

Andare oltre l’Atalanta significa andare oltre un ostacolo costruito sull’aggressività, sull’uno contro uno, sull’adrenalina a tutto campo. La fantasia può essere il grimaldello nelle mani di Tudor per sgonfiare l’avversario di turno ed avere la supremazia su un tecnico, Ivan Juric, amico, ma non il migliore amico (Igor dixit). Yildiz è uscito dalle tre sfide in una settimana – Inter, Borussia Dortmund, Verona – stanco e leggermente appannato, ma i giorni senza coppe alla Continassa lo hanno restituito alla sua leggerezza: rinunciare al suo estro non è variabile presa in considerazione e, Tudor, non ci rinuncia. Adzic può rappresentare, allo stesso tempo, la sorpresa e la conferma. Sorpresa perché quella di oggi, per il montenegrino, sarebbe la sua prima volta dal via, a diciannove anni, a poche zolle di distanza dal suo giovane, e più illustre, compagno Yildiz. Conferma perché la rete con la quale Vasilije ha mandato al tappeto l’Inter al 91’ è già letteratura per il popolo juventino e fa presagire qualcosa di più. Yildiz più Adzic e Openda: il belga ama definirsi “un nove…” e lo è, ma a modo suo, veloce, pungente, abile a sfruttare gli spazi, un po’ a destra, un po’ a sinistra e, comunque, da numero nove. Gioco e fantasia: la via che vuole percorrere Tudor. E all’appello è pronto a rispondere anche chi destinato ad entrare quando ci sarà bisogno di mantenere alta, altissima la qualità. Sono tutti avvisati e bisogna crederci ma non solo.

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