PERIN DI GREGORIO ALTERNANZA IN VISTA LA JUVENTUS HA DUE NUMERI 1 SZCZESNY IN ARABIA

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Tanto ha tuonato, che sta iniziando a piovere. Piovere petrolio, o meglio petroldollari, sulla testa di Wojciech Szczesny. E in parte anche su quella della Juventus, ormai prossima a formalizzare la cessione del portiere polacco all’Al Nassr, per una cifra tra i 4 e i 5 milioni. Pochi per il valore assoluto di Szczesny, confermato sul campo anche nell’ultima stagione, ma tanti per il suo valore di mercato, considerati contratto in scadenza tra un anno e ingaggio, 6,5 milioni netti a stagione, proibitivo per molti club europei.

E considerato anche il fatto che è la società bianconera a volerlo cedere, tanto da aver già praticamente chiuso l’operazione per il suo erede, Michele Di Gregorio, in arrivo dal Monza in prestito per 2 milioni, con obbligo di riscatto tra un anno a 18. Cifra coperta quasi interamente dalla cessione del polacco, tra i 12 milioni risparmiati sull’ingaggio lordo e i 5 o poco meno in arrivo dall’Arabia. Peraltro, come detto, i 18 del riscatto la Juventus li metterà a bilancio il prossimo anno, dunque nell’immediato il saldo dell’operazione, considerando un ingaggio da 2,5 milioni netti per Di Gregorio, avrà un impatto positivo sui conti bianconeri di una decina di milioni. Proprio l’ingaggio è stata la molla economica – ce ne è anche una tecnica, seppur meno importante – a far scattare l’operazione “Szczesny out”.

Uno dei cardini del nuovo corso bianconero è infatti l’abbassamento del monte ingaggi. Monte di cui lo stipendio di Tek rappresentava una delle vette più alte: Cristiano Giuntoli gli aveva proposto (come sta proponendo a Dusan Vlahovic, che del monte rappresenta la sommità con il suo stipendio in procinto di salire a 12 milioni netti) di spalmare la cifra allungando il contratto.

Al legittimo rifiuto del polacco, considerando che non ci sarebbero stati i presupposti per rinnovare neppure tra un anno, il direttore tecnico bianconero ha deciso di forzare i tempi e anticipare la sostituzione di Szczesny: con un portiere più giovane, 26 anni contro 34, e bravissimo con i piedi, dote fondamentale per costruire dal basso come vuole Thiago Motta – ecco la molla tecnica citata prima -. Peraltro il quasi ex Monza, nominato dalla Lega miglior portiere dell’ultimo campionato, ci sa fare anche con le mani. Certo, ora lo aspetta una bella sfida: passare da difendere la porta del Monza una volta alla settimana a difendere quella della Juve ogni tre giorni è un salto notevole.

Se la Juve ha scommesso su di lui, però, è perché sa che ha i mezzi per poterlo fare quel salto. E sa che sotto c’è una rete di sicurezza garantita come Mattia Perin, i rumors sul cui possibile addio sono cessati ormai da settimane. Perché da settimane era chiaro che la Juve aveva scelto di separarsi da Szczesny e di rivoluzionare la propria porta, spostando anche lo storico preparatore dei portieri Claudio Filippi, arrivato nel 2010 con Delneri e rimasto con tutti i tecnici seguenti, a responsabile dell’area portieri del settore giovanile.

Mancava solo che Szczesny scegliesse di separarsi dalla Juve, perché avrebbe anche potuto restare da separato in casa, in attesa di liberarsi gratis. Idea che però a quanto pare non lo allettava, mentre lo hanno comprensibilmente allettato i 40 milioni per due stagioni offerti dall’Al Nassr del suo ex compagno Cristiano Ronaldo, che lo ha chiamato in prima persona per convincerlo. E a breve, salvo sorprese, lo richiamerà per dargli il benvenuto.

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