PLUSVALENZE ROMA LA PROCURA MANDA LE CARTE DELL’INTER A MILANO

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during the Group B match of the UEFA Champions League between PSV and FC Internazionale at Philips Stadion on October 3, 2018 in Eindhoven, Netherlands.

Plusvalenze, si indaga anche sull’Inter: il caso e il rischio effetto domino

L’indagine portata avanti in merito alle trattative condotte dalla Roma e la vicenda dei trasferimenti con il club nerazzurro

 

 

L’inchiesta in merito alle plusvalenze della Roma, portata avanti nella Capitale, potrebbe creare un effetto domino su diversi club di Serie A. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, infatti, la Procura avrebbe inviato gli atti ad alcune procure in giro per l’Italia: a partire da quella di Milano per le vicende legate all’Inter, ma anche quelle di Modena e di Bergamo, rispettivamente per Sassuolo ed Atalanta.

Plusvalenze, la trattativa tra Roma ed Inter

Il 26 aprile, e dunque dopo la fine delle indagini preliminari sulla Roma del 22 dello stesso mese, sarebbero stati aperti ulteriori fascicoli per il reato di false comunicazioni sociali, col fine di individuare eventuali responsabilita? in merito alle squadre con cui sarebbero avvenuti gli scambi contestati di calciatori, avvenuti tra il 2017 e il 2020.

In particolare per ciò che concerne l’Inter, per Il Fatto Quotidiano i pm starebbero contestando la trattativa che portò Radja Nainggolan in nerazzurro, e contestualmente Nicolò Zaniolo e Davide Santon in giallorosso. Il centrocampista belga, pagato 38 milioni di euro, avrebbe così generato una plusvalenza di 31.9 milioni, contro quella ‘effettiva’ che per i pm sarebbe dovuta essere invece di 24 milioni. Zaniolo fu valutato 4.5 milioni, mentre Santon 9.5.

Roma e le operazioni separate

Il quotidiano riporta anche come la tesi degli investigatori, visto quanto riportato nell’informativa finale redatta dal Nucleo Pef della Guarda di Finanza di Roma, depositata agli atti dell’inchiesta, sia che “nell’ambito delle operazioni ‘a specchio’ esaminate, sembra che la contabilizzazione abbia assunto il ruolo non piu? di mezzo, ma quello (…) di fine. Vale a dire che col fine di poter contabilizzare una plusvalenza piu? alta di quella effettiva (…) si decideva di fissare i valori dei calciatori oggetto di scambio a un prezzo diverso da quello che sarebbe stato stabilito se la decisione avesse comportato un incremento della liquidita? da impiegare per l’operazione“.

Una tesi che, per il Fatto Quotidiano, sarebbe indirettamente confermata dalle dichiarazioni di uno degli indagati, ossia il direttore finanziario della Roma Giorgio Francia: “Facendo l’analisi dei contratti, mi ero posto il problema della contabilizzazione. Ho chiesto a colui che firmava il contratto, il dott. Fienga (Guido, ex ad, anche lui indagato, ndr), il quale mi ha riferito che le operazioni dovevano essere trattate come operazioni separate, disgiunte l’una dall’altra“. E in merito alla problematicità di operazioni separate, Francia avrebbe specificato: “Sì, ne abbiamo parlato (con Fienga, ndr). La differenza sta nel fatto che, col principio della permuta, la plusvalenza in bilancio per la cessione dei calciatori della As Roma sarebbe stata più bassa“.

Per completare il quadro, ci sarebbero dei documenti che testimonierebbero come, a seguito dell’avvio delle indagini sulla Juventus, la proprietà del club giallorosso avrebbe incaricato Orrick (studio legale californiano) di compiere una ricerca interna al fine di comprendere se anche la Roma stessa avesse compiuto plusvalenze simili a quelle del club bianconero. Tra i risultati sarebbero emersi degli scambi contestati successivamente dalla Procura, tra cui quelli sopracitati con l’Inter e relativi al 2018.

Nel documento sarebbero presenti anche 4 e-mail inviate dal club nerazzurro, firmate da Massimo Cosentino, all’epoca dei fatti segretario generale. La prima del 20 giugno con le bozze di contratto del trasferimento; le altre tre con i contratti definitivi, inviate 5 giorni dopo. Infine una mail interna ai dirigenti romanisti, il 3 luglio, in merito alle plusvalenze al 30 giugno 2018, con la cifra di 31.9 milioni. Ora toccherà alla Procura di Milano, che aveva già indagato sulle plusvalenze dell’Inter, archiviando poi le accuse poiché, secondo i pm, non erano emerse condotte finalizzati ad alterare i bilanci 2017/18 e 2018/19. La Procura dovrà capire se, le novità provenienti da Roma, dovrebbero o meno portare ad ulteriori approfondimenti.

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