DOMANI LE CONTROANALISI DI POGBA

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Domani, nei laboratori dell’Acqua Acetosa di Roma, saranno effettuate le analisi sul campione B di urina. Per avere l’esito occorrerà aspettare qualche giorno (l’ultimo caso, quello di Palomino dell’Atalanta, è stato risolto tra il 9 e il 12 agosto), ma non è che ci si aspetti di veder capovolto l’esito. Anzi, la casistica vede sempre confermato dalle contronalisi il primo risultato.
Da quando si conoscerà l’esito Pogba avrà sette giorni di tempo per mandare le memorie difensive o chiedere di essere interrogato. In ogni caso, potrà fare l’uno e l’altro.
La Procura antidoping invece avvierà la fase istruttoria con tre scenari possibile: l’archiviazione, con richiesta al Tribunale Nazionale Antidoping, il patteggiamento (con una proposta di squalifica inferiore alla pena massima di 4 anni) o il deferimento e processo sportivo davanti al Tribunale nazionale antidoping (in questo caso, si può ipotizzare una data per novembre).
Il gesto di Pogba non è stato né volontario (non è un dopato) né accidentale (l’integratore lo ha comprato e assunto lui stesso), perciò la linea difensiva del giocatore si baserà sulla non intenzionalità, anche se dovrà scontrarsi con alcune fragilità, come le indicazione dei rischi sul flacone incriminato o la mancata comunicazione dell’integratore assunto ai medici della Juventus. Gli avvocati del centrocampista francese punteranno a limitare i danni ed evitare una squalifica che potrebbe addirittura sancire la fine della carriera. La Juventus invece attende e poi prenderà una decisione. «Agiremo insieme con il management di Paul» aveva detto il dt Cristiano Giuntoli. Finora il club non ha sospeso lo stipendio al giocatore ma, in caso di squalifica, può rescindergli il contratto.

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