LA PRIMAVERA GIUDIZIARIA DELLA JUVENTUS

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Sul fronte sportivo si aspetta l’udienza del Collegio di Garanzia sul -15 e a fine mese sono attesi i deferimenti per l’inchiesta su stipendi e partnership. C’è poi l’indagine della Uefa e il 27 marzo l’udienza preliminare del processo penale

Gli scenari processuali per la Juve sono come noto diversi. Dal punto di vista sportivo il prossimo appuntamento sarà con il Collegio di garanzia del Coni tra fine marzo e inizio aprile. Si tratta del terzo grado del processo plusvalenze, per il ricorso (un plico di 100 pagine con nove punti chiave) dei bianconeri contro la sentenza del 20 gennaio della Corte federale d’Appello che ha sanzionato il club con 15 punti di penalizzazione e inflitto pesanti inibizioni ai suoi dirigenti. Il Collegio non può esprimersi nel merito ma solo valutare l’esistenza di vizi procedurali. Al termine dell’udienza ha quindi facoltà di respingere il ricorso confermando i 15 punti, rinviare tutto alla Corte d’Appello per un nuovo giudizio (sarebbe il terzo) o accogliere il ricorso e annullare la condanna. Uno dei punti del ricorso si rifaceva alla famigerata “carta Covisoc”, quella richiesta anche dai legali di Paratici e Cherubini, entrambi deferiti, che per averla avevano fatto e vinto il ricorso al Tar. La carta è stata consegnata, così come la cosiddetta “seconda carta Covisoc” subito precedente, ma in entrambe non sembrano esserci gli elementi necessari per anticipare la data in cui la Procura federale è venuta a conoscenza dei possibili reati bianconeri, così come sostenuto dalla difesa che puntava così a far emergere un vizio sui tempi procedurali che rischiava di far decadere l’intero processo.

C’è poi il secondo processo sportivo, quello legato alle due manovre stipendi e alle partnership sospette. Qui siamo ancora alla fase istruttoria, prolungata dalla doppia richiesta di Chiné di proroga che gli consente di procedere ad eventuali (ma ovviamente probabili) deferimenti alla fine del mese. La seconda proroga è stata chiesta alla luce di ulteriori mille pagine che la Procura ha di recente ricevuto dai pm di Torino che si stanno occupando dell’inchiesta Prisma.

 

Restando in ambito sportivo, a dicembre l’Uefa ha annunciato l’apertura di una propria indagine. Il focus è “sulle presunte violazioni finanziarie recentemente rese pubbliche a seguito del procedimento condotto dalla Consob e dalla Procura della Repubblica di Torino”, che rischiano di violare il settlement agreement firmato in estate con la Juve sulla base di informazioni finanziarie finite poi sotto la lente degli investigatori. La Uefa aveva comunicato che “se emergessero o venissero a conoscenza fatti nuovi e sostanziali, la Prima Sezione si riserva il diritto di rescindere l’accordo transattivo, intraprendere qualsiasi azione legale ritenuta opportuna e imporre misure disciplinari in conformità con le Regole procedurali Uefa applicabili”. Le possibili sanzioni vanno dal warning alla revoca di un trofeo, gli scenari più plausibili riguardano provvedimenti economici come la multa e la trattenuta dei proventi derivanti da competizioni Uefa, a provvedimenti più tecnici come restrizioni nell’iscrizione della lista A dei giocatori per una competizione europea, fino alla squalifica sull’anno corrente o esclusione futura dalle manifestazioni Uefa. L’idea della Uefa è di attendere l’avanzamento delle inchieste italiane, sportive e non, pronunciandosi alla fine di questa stagione.

Infine c’è l’inchiesta penale, la famosa “Prisma” che ha dato il via a tutto. Il 27 marzo è in programma l’udienza preliminare , con il club bianconero e gli altri 12 indagati per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio, tra cui l’ex presidente Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene, Fabio Paratici e l’avvocato Cesare Gabasio che si troveranno di fronte al gup Marco Picco. Le accuse mosse dai magistrati – l’aggiunto Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Ciro Santoriello – vanno dalla manipolazione del mercato alle false comunicazioni sociali, dall’ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza all’emissione di fatture false

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