SANTORIELLO, GRAVINA, SANDULLI, CHINE’, TORSELLO E TUTTO LO SPORCO TEATRO STANNO RENDENDO UNA DECISIONE DIFFICILE MOLTO SEMPLICE

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𝐒𝐚𝐧𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞𝐥𝐥𝐨, 𝐒𝐚𝐧𝐝𝐮𝐥𝐥𝐢, 𝐆𝐫𝐚𝐯𝐢𝐧𝐚, 𝐂𝐡𝐢𝐧𝐞́, 𝐓𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐧𝐲 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞: 𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐥𝐞𝐠𝐚, 𝐯𝐢𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 #𝐉𝐮𝐯𝐄𝐱𝐢𝐭
Il 10 maggio 2021 il Presidente Federale Gravina ha dichiarato a margine di un convegno a Napoli: “Juve fuori dalla Serie A se resta nella Superlega”. Una promessa che sarà mantenuta molto probabilmente. Quasi un anno dopo, al Quotidiano La Repubblica il Presidente della FIGC ha ribadito sulla Superlega: “”Quel contratto è un’ipotesi progettuale. Se diventasse realtà, la Juventus sarebbe fuori dal campionato italiano. La Superlega è la risposta sbagliata a un’esigenza reale. Anche l’Italia deve ragionare su come migliorare la qualità del campionato e renderlo più appetibile per i mercati in espansione come quello arabo”.
Sicuramente il campionato italiano l’hanno reso più appetibile la Procura Federale del Dottor Chiné o la CAF presieduta dal Giudice Torsello con quelle motivazioni della sentenza a dir poco accrobatiche in punto di diritto. Solo 7 ore da parte della CAF per stangare la Juventus con una sentenza senza precedenti, quando fino a ora le irregolarità contabili (comprese le plusvalenze) erano state al massimo multate (come prevede l’articolo 31, comma 1).
Da quando Gravina dichiarava la Juve potenzialmente fuori dalla Serie A ad oggi, i Tribunali spagnoli (competenti per tutte le squadre della Superlega essendo la sede legale a Madrid) avevano diffidato UEFA e FIGC a sanzionare Juventus, Barcellona e Real Madrid.
Ci ha pensato il Procuratore di Torino che “odia la Juventus” e che da “PM è antijuventino” a preparare il terreno per vedere la Juventus fuori dalla Serie A, per la felicità del Procuratore Federale Chiné, del 90% della stampa e dei media e giornalisti italiani, della UEFA e della FIGC che sta facendo di tutto per demolire il calcio italiano (i due Mondiali vissuti dalla poltrona non sono nulla in confronto allo tsunami che stanno preparando per via della Superlega).
Juventus, Real Madrid e Barcellona hanno osato mettere in discussione i Monopoli e business miliardari di UEFA e FIFA. Solo che in Spagna e in Catalogna Real e Barca sono intoccabili, in Italia la Juve è odiata, come testimoniano le parole del Procuratore Santoriello. La si deve distruggere.
Ci sono voci addirittura che la Juve deve finire in Serie C. Ma il punto non è questo: risalire dalla Serie C per ricostruire? Cosa? Di tornare a far parte di un sistema marcio che non funziona?
Il punto è che dopo il 2006, dopo questo ennesimo scandalo, tra 5 anni ci sarà un’altra toga con la sciarpa del Napoli, della Roma o della Lazio che tirerà fuori dal cilindro chissà cos’altro. Al primo scudetto rivinto dalla Juventus, qualcuno innescherà di nuovo l’iter di una Giustizia che non è neanche paragonabile a un paese da terzo mondo (là forse certe associazioni oscure non sono ancora arrivate).
Quando Massimo Giletti ha collegato l’inchiesta Alto Piemonte con l’attuale inchiesta Prisma della Procura di Torino, forse non aveva tutti i torti, ci potrebbe essere un elemento comune.
𝐌𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐜𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐨: 𝐬𝐞 𝐚 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐞𝐫𝐚̀ 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐆𝐄, 𝐥𝐚 𝐉𝐮𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮𝐬 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐚̀ 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐥𝐞𝐠𝐚 𝐦𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐚̀ 𝐫𝐢𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐀 𝐞 𝐟𝐚𝐫 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐔𝐄𝐅𝐀 𝐞 𝐅𝐈𝐆𝐂. 𝐒𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐝’𝐨𝐝𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐌 𝐂𝐢𝐫𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞𝐥𝐥𝐨, 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐚𝐫𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐝𝐮𝐥𝐥𝐢 (𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐢 𝐞̀ 𝐦𝐞𝐦𝐛𝐫𝐨…), 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐚𝐧𝐭𝐢-𝐣𝐮𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢, 𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐆𝐫𝐚𝐯𝐢𝐧𝐚, 𝐜𝐢 𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞.
𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐯𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐥𝐞 (𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐀 𝐨 𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞𝐠𝐚) 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞. 𝐋’𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐉𝐮𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮𝐬, 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐀, 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐠 𝐢𝐧 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐠𝐫𝐚𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐚𝐠𝐞𝐫 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐯𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐉𝐮𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮𝐬 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚. 𝐑𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐈𝐆𝐂 𝐜𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐨𝐫𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐞. 𝐄’ 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨. Juventino 100×100

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