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Nel 1994 la gestione della Juve passรฒ dalle mani di Giovanni Agnelli (e Boniperti) a quelle di Umberto Agnelli e del suo braccio destro Antonio Giraudo. Fu ingaggiato un direttore sportivo di assoluta esperienza come Luciano Moggi che scelse un tecnico emergente: Marcello Lippi. A chiudere il cerchio una bandiera di lusso (e grosso intenditore di calcio): Roberto Bettega, colui che scoprรฌ Zidane.
Moggi-Bettega-Giraudo hanno avuto il coraggio di far fuori il tecnico piรน vincente della storia della Juventus (Giovanni Trapattoni) e di sostituirlo con un allenatore che era reduce da un quinto posto a Napoli.
Nel 2011 c’รจ stato il cambio della guardia: ancora una volta si รจ passati dal ramo di Gianni Agnelli (Elkann) a quello degli eredi di Umberto. E’ arrivato un nuovo presidente: Andrea Agnelli (figlio del compianto Umberto) e un manager di assoluta esperienza come Beppe Marotta (scelto dagli Elkann su consiglio di Marchionne) che si portรฒ dietro un direttore sportivo che aveva fatto benissimo alla Sampdoria: Fabio Paratici. Il primo anno non fu felice ma la coppia non aveva avuto tempo per programmare (arrivarono a mercato giร  in corso o quasi). La stagione successiva Agnelli scelte Conte e iniziรฒ una lunga serie di vittorie.
Oggi ci ritroviamo a pezzi, sia dal punto di vista societario che tecnico e con la spada di damocle delle penalizzazioni che potrebbero costarci molto.
Questo ciclo perรฒ รจ partito male, senza un direttore di assoluta esperinza, una mente tecnica che possa prendere tutte le decisioni e scegliere un allenatore emergente.
In questo momento in Serie A ci sono allenatori strapagati (come Allegri 7 milioni + 2 di bonus, Pioli 5 milioni e Inzaghi, 5.5 milioni) che non stanno rendendo come nelle aspettative e negli investimenti delle rose dei club. In questa stagione non stanno dando nulla in piรน e sono pagati come top top manager.
Gli esempi di Raffaele Palladino, Dionisi e di Igor Tudor sono da seguire, anche se ti chiami Juventus. non servono fenomeni ma tecnici moderni che sappiano far giocare a calcio, in modo organizzato e intenso, con un impianto di gioco che รจ oramai comune a tutti i club dei campionati piรน importanti come Premier, Bundesliga, Liga e Ligue 1. Lippi e Conte venivano dalla gavetta.
Accanto a un tecnico emergente perรฒ ci vuole una societร  forte, un allenatore giovane con Calvo, Scanavino e Ferrero rischia di perdere la bussola facilmente. Non perchรฉ non siano degli ottimi manager, nei loro settori sono dei guru, ma perchรฉ ci vuole il direttore sportivo/generale navigato che sappia di calcio e che scelga l’allenatore giusto e che costruisca un settore tecnico organizzato e forte con staff sanitario, atletico e tecnico al top! Juventino al 100×100

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