LA CARTA DI RONALDO INUTILE L’HA FIRMATA SOLO PARATICI ED AVEVA UNA DATA SPECIFICA,NON SERVE

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Si tratta di quella “carta famosa che non deve esistere tecnicamente“, come evocata in una intercettazione telefonica tra Cesare Gabasio (capo dell’ufficio legale della Juventus) e il Direttore sportivo bianconero Federico Cherubini. Il documento ha in oggetto la dicitura “Accordo Premio Integrativo – Scrittura Integrativa” e recita così: “Egregio Signor Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, facciamo seguito alle intese intercorse e uniamo alla presente il documento relativo al premio integrativo riconosciuto a suo favore (Accordo Premio Integrativo) e l’ulteriore scrittura integrativa dell’Accordo Premio Integrativo (“Scrittura integrativa”). E ancora: “Nel confermare gli impegni assunti nei predetti documenti, ci impegniamo altresì a consegnarvi entro il 31.07.2021 l’Accordo Premio Integrativo ritrascritto sui moduli federali “Altre Scritture” a oggi non disponibili, e la Scrittura integrativa debitamente sottoscritta”. In un allegato poi vengono indicate nel dettaglio cifre, scadenze e condizioni alla base del pagamento.

Tale “side letter” – firmata solo dall’ex responsabile dell’area tecnica Juve Fabio Paratici (indagato assieme ai vecchi vertici societari bianconeri) e non controfirmata da Cristiano Ronaldo – rappresenterebbe una scrittura privata in cui la Juventus, a fronte del mancato versamento a Ronaldo di alcune mensilità a causa delle difficoltà economiche dovute all’emergenza Covid, si sarebbe impegnata a restituirgli quei soldi in un secondo momento, anche qualora avesse lasciato la Juventus. “nell’ipotesi in cui, a seguito di suo trasferimento definitivo, la condizione stabilita per la maturazione dei premi individuati (…) non possa verificarsi, Lei avrà diritto a percepire un incentivo all’esodo”. Il debito nei confronti di Ronaldo ammonterebbe a 19,6 milioni e, secondo gli inquirenti, non è mai stato iscritto a bilancio.

La posizione di Ronaldo

Secondo quanto scrive Simona Lorenzetti nell’articolo del Corriere della Sera, “i magistrati hanno provato a chiedere conto dell’accordo a CR7 (attraverso una rogatoria internazionale), ma l’attaccante non si è mai presentato dai pm. I suoi legali, i penalisti Salvatore Pino e John Shehata, hanno poi fatto sapere che il calciatore non ha mai visto quei documenti e che non ne possiede copia. Nelle scorse settimane gli avvocati hanno chiesto al gup Picco di poter accedere agli atti, e in particolare a quelli che ricostruiscono la famosa carta”,

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