IL CORRIERE RENDE NOTA UNA PARTE DELL’INTERROGATORIO DI CHERUBINI NON INDAGATO

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Il direttore sportivo della Juventus Cherubini fu ascoltato il 27 novembre dai pm dell’inchiesta Prisma.

Dagli atti depositati dell’inchiesta sui bilanci della Juventus emerge il verbale dell’audizione del Ds bianconero Federico Cherubini (che non è indagato). Il dirigente parlò per diverse ore con i Pm e tra le questioni al centro dell’interrogatorio c’è il vocabolo «finte», utilizzato rispetto alle plusvalenze, nelle intercettazioni.

«Io più volte mi sono lamentato con Fabio che il valore che stavamo dando a quei giocatori non erano congrui», le sue parole riportate dall’edizione torinese de Il Corriere della Sera. Cherubini difende poi i vertici del club: «Le nostre strategie sono sempre all’interno dell’area sportiva. Agnelli, Nedved e il CdA vedevano le plusvalenze quando venivano realizzate, ma non c’è mai stata un’indicazione in tal senso».

E sulla possibilità che le scelte di Paratici fossero autonome, ha aggiunto: «Per quanto è a mia conoscenza, non so se si sia confrontato con Agnelli: il presidente lascia autonomia alle persone che lavorano nell’area sportiva. L’ho sperimentato io stesso in questo periodo, dopo l’avvicendamento che c’è stato con Paratici».

Spunta lo scambio Akè-Tongya, per il quale si parla di un documento sequestrato con due colonne, riferite ai giocatoti: «valore reale e valore di scambio». Cherubini spiega: «Il valore di scambio è quello che viene riconosciuto al calciatore in quello scambio. Non so perché ci sia scritto valore reale e non cash, ma quello si intende».

Infine, sulla celebre “carta Ronaldo”, un pm sostiene: «È inverosimile che il direttore sportivo subentrato a Paratici non conosca gli impegni presi dal predecessore e non conosca carte sottoscritte (che invece sembra ben conoscere dalle intercettazioni)». Si tratta di stipendi sospesi, da pagare anche in caso di trasferimento: «Non sono in grado di spiegare perché questa carta avrebbe impatto sul bilancio… L’impegno comporta un obbligo e doveva essere riportata in bilancio».

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