Conoscendo i dettagli della cessione di Ronaldo per 4 spiccioli pagati pure a rate, si conferma sempre di più l’idea che la Juventus da mesi non sapesse più come liberarsi di Cristiano Ronaldo pur di alleggerire il monte ingaggi. Dichiarazioni di facciata da parte di tutti, dirigenti, allenatore, giocatore stesso che, peraltro, tra tutti era stato il più coerente quando, con quel messaggio social di un paio di settimane fa, non aveva citato neppure di struscio una volta la squadra che gli stava pagando lo stipendio facendo intendere chiaramente che il suo futuro fosse lontano dalla Continassa.
Avevano tutto il tempo per pianificare una campagna acquisti almeno decente viste le premesse invece di prenderci in giro fingendo di essere rimasti spiazzati da questa decisione.
La verità è che l’aumento di capitale da 400 milioni è stato approvato solo pochi giorni fa, prima di allora la Juventus, se la rivoltavi, non aveva un euro bucato (basti pensare alla farraginosa e a tratti ridicola trattativa a oltranza per Locatelli con pagamento posticipato di due anni).
Qui non si tratta neppure di arrabbiarsi perchè era tutto nell’aria da mesi, l’aver tesserato Mckennie salvo accorgersi di aver esaurito gli slot per gli extracomunitari e non poter ingaggiare Suarez, ripiegando su Morata, buono come il tavernello ad una cena di gran galà, l’ingaggio di Pirlo solo perchè il precedente allenatore non piaceva a qualche calciatore, un’annata disastrosa, salvata dall’harakiri del Napoli, con Pirlo che portava a casa, ad ogni prestazione deludente, la fiducia della società (che evidentemente era contenta dell’andazzo devo pensare) anche dopo l’uscita dalla Champions o il distacco siderale dalla prima in campionato che aumentava di giornata in giornata.
Non discuto neppure i giocatori, secondo me presi singolarmente sono un’ottima rosa con qualche eccellenza peraltro, ma la società è in totale confusione da tempo. Non chiedevamo la luna ma solo che dei tre centrocampisti che avevano formato il reparto più forte mai avuto (Pirlo, Pogba e Vidal), almeno uno fosse stato sostituito da un calciatore di pari livello in tutti questi anni.
Almeno uno, invece di vedere solo figurine scolorite indossare la nostra gloriosa maglia fallendo miseramente nonostante continuassimo a vincere più per carenza degli altri che per nostri meriti reali soprattutto negli ultimi due campionati portati a casa, di cui l’ultimo con uno spogliatoio contrapposto all’allenatore senza che la società sentisse mai il dovere di intervenire per rimettere ordine e disciplina.
Adesso abbiamo ripiegato su Allegri nuovamente, come avvenne nel 2014, con la differenza che li era già tutto apparecchiato e si poteva continuare un lavoro già iniziato, così come Inzaghi ha fatto all’Inter, Sarri alla Lazio, Spalletti al Napoli. Oggi bisogna cercare di costruire il gruppo (perchè, come detto, i singoli non si possono discutere presi singolarmente), ma se la società dovesse continuare a mancare, l’esito sarà tragico e la colpa ricadrà tutta sull’allenatore che, come negli anni precedenti, ha meno responsabilità di tutti.
Cercasi società di calcio forte, come si può pretendere che i calciatori vengano impiegati nei loro ruoli se ai vertici societari ricoprono ruoli strategici persone di non comprovata esperienza ed assolutamente in antitesi rispetto alla Juventus per il loro background curriculare, inadatti ad interloquire con l’area tecnica fornendo un supporto? La confusione e l’incapacità di reazione della Juventus in campo è figlia dell’immobilismo e carenza di personalità in società dove, fatta eccezione per Andrea Agnelli (il cui ruolo mi pare per giunta oltre modo limitato dopo le ultime annate) tutti noi abbiamo l’impressione che non ci sono personaggi adatti, almeno per il momento, ad uscire dal pantano in cui ci siamo cacciati. Paolo Scola