Il Financial Times, spiega una cosa molto particolare, le società fondatrici del progetto hanno firmato delle clausole che prevedevano di non uscire dalla SuperLega prima di giugno 2025,e che per gli anni successivi richiedevano un preavviso di una stagione. Figuriamoci quindi abbandonare dopo appena due giorni! Florentino Perez si era assicurato coi suoi avvocati di potersi tutelare da contromosse Uefa o altri eventi avversi al progetto, come quello che si è appunto verificato nel giro di appena 48 ore. Juventus e Real Madrid potrebbero quindi fare causa alle squadre che si sono ritirate anzitempo dal progetto, facendolo così naufragare.
Secondo quanto riportato da Simon Evans, giornalista dell’agenzia Reuters, Andrea Agnelli ha confidato l’impossibilità di procedere con la Superlega. In particolare, il presidente della Juventus e vice presidente di fatto della Super League, attribuisce il ‘mancato progresso’ della competizione all’uscita di scena delle inglesi nella giornata di ieri.
“La SuperLeague non può andare avanti. Dobbiamo essere franchi e onesti, no. Evidentemente non è il caso, non proseguirà”, le parole di Andrea Agnelli registrate da Reuters. E’ il primo segno di resa da parte del numero uno bianconero, che finora aveva sempre sostenuto la possibilità di proseguire. “Resto convinto – ha poi aggiunto – della bellezza del progetto, avremmo creato la migliore competizione del mondo”.
– “Non credo che il nostro settore sia particolarmente sincero, affidabile o meritevole di fiducia in generale”. CONTATTI CON I CLUB – “Non dirò qui quanti club mi hanno contattato in queste 24 ore per aderirvi, magari mentono ma sono stato contattato da un grande numero di club per aderire.
PRESSING DELLA POLITICA SUI CLUB INGLESI – “Se sei squadre si fossero staccate e avrebbero minacciato la Premier League, la politica l’avrebbe visto come un attacco alla Brexit e al loro schema politico”
SU UEFA E CEFERIN – “Le relazioni sono lì, ne ho viste tante cambiare nel tempo. Adesso sono certo che le persone saranno aperte al dialogo, a parlarsi l’una con l’altra. Però non credo che la nostra sia un’industria sincera, affidabile e credibile in generale”.
In precedenza, Agnelli aveva raccontato ampiamente la sua versione dei fatti al Corriere dello Sport e a Repubblica