FAGIOLI IL PREDESTINATO,LA JUVENTUS CI CREDE E RONALDO LO COCCOLA

In coppa Italia conla Spal ha giocato dalprimo minuto con risultati lusinghieri,è stato sostituito nel finale di partita.Grande visione di gioco,personalità e precisione nelle giocato. Nasce trequartista,un ruolo che non si porta più,in regia sa dare moltissimo, è un predestinato, peccato che Pirlo gioca senza il regista e gente come lui e Arthur vengono sacrificati. Ripercorriamo le tappedi questo gioiello. E’ di Piacenza,, E’ arrivato a Torino nel 2015, aveva impressionato gli scout bianconeri sin da bambino quando giocava con la squadra della sua città, poi con gli Allievi Nazionali della Cremonese, segnando una rete proprio contro i bianconeri a Vinovo. Un percorso semplice in campo per lui, che negli anni ha bruciato le tappe in bianconero a suon di gol e giocate. Un po’ più complicato fuori dal campo, dal momento chenell’aprile del 2019 è stato costretto a uno stop forzato, per operarsi a causa di un’aritmia cardiaca benigna. Un esordio forse fin troppo posticipato. Il calciatore, infatti, aveva esordito seppur non in gare ufficiali a diciassette anni e mezzo nella tourneè della Juventus negli Stati Uniti.

 

Fu Massimiliano Allegri a mandarlo in campo contro il Bayern Monaco al posto di Emre Can. Pochi minuti, tanta emozione. A fine gara Fagioli dichiarò: “Il mister si è voltato verso di me, io ho incrociato il suo sguardo ma non avrei mai pensato che mi facesse giocare“.  Allegri lo schierò in campo sia contro il Real Madrid che contro gli All-Star, e fu proprio l’ormai ex allenatore della Juventus a tessere le sue lodi: “Abbiamo un ragazzo che si chiama Fagioli, che è un 2001. Vederlo giocare a calcio è un piacere. È un ragazzo che conosce il calcio e i tempi di gioco, sa come e quando smarcarsi, come e quando passare la palla. È bello vederlo giocare. Ragazzi così non vengono fuori tutti gli anni“. Un fatto molto particolare,Fagioli quando stette male per l’operazione al cuore fu assistito da un compagno particolare,Cristiano Ronaldo: “E’ stato molto importante per me, mi è stato vicino provando a farmi spiegare meglio le mie sensazioni allo staff medico“.

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