TORINO – Mario Mandzukic non ha bisogno di guadagnare di più, o anche solo di testarsi in altri scenari, difficilmente più intriganti della Juventus, di questa Juventus. C’è una Champions League da riportare a casa, ci sono i cascami di una terza doppietta consecutiva (scudetto più Coppa Italia) appena concretizzata e che ancora fa godere il mondo bianconero, senza contare i nuovi obiettivi (Supercoppa e Mondiale per Club) che potrebbero comparire in caso di successo a Cardiff tra dieci giorni esatti: stimoli rinnovati, dunque, in prospettiva. Perciò sarebbe un errore pensare che il gigante croato dica subito sì alle proposte economiche già arrivate sul suo conto da altri club.L’ultima è di provenienza turca, dove l’attaccante piace da almeno un paio d’anni: il Besiktas, già interessato a Neto nelle scorse settimane, ha avanzato la proposta di un contratto quadriennale a 7 milioni netti d’ingaggio all’anno. Un’offerta che attirerebbe chiunque, non Mandzukic, legato alla Juventus da un contratto fino al 2019 che gli garantisce uno stipendio da 4 milioni netti, bonus compresi. Dopo la finale di Champions è stato già programmato un summit fra l’entourage dell’ex Atletico Madrid e i dirigenti bianconeri: in previsione un possibile rinnovo. La trasformazione tattica del croato nel 4-2-3-1 allegriano è sotto gli occhi di tutti, però non è detto che in quel ruolo il calciatore debba giocare sempre. Valutazioni in corso, non soltanto sul fronte juventino.Antonio Milone
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